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La collezione A/I 2016 di Luisa Tratzi


Come vi avevo già accennato in questo post, non sono potuta andare alla scorsa Fashion Week, ma ho praticamente spedito il mio amico e fidatatissimo fotografo Carlo Campi alla presentazione della collezione A/I 2016 di Luisa Tratzi.
So che Carlo è un' amante delle scarpe da donna e quindi immaginavo che la cosa non gli sarebbe dispiaciuta affatto ed io ci tenevo particolarmente a condividere con voi queste meraviglie.



La collezione si chiama “Oniric vision” e trae ispirazione dall’arte astratta e dalla natura.
La linea, i tagli geometrici, gli inserti di vernice, le superfici a contrasto e il colore, sono gli elementi dominanti di queste calzature in cui è evidente la predilezione per le linee rette e per gli intrecci che abbracciano il piede.
Gli stivaletti sono caratterizzati da motivi geometrici, triangolari e rettangolari, con intriganti effetti cut-out; gli stivali da cavallerizza sono arricchiti da un elegante motivo frontale a 
spina pesce e i sandali, avvolgono il piede con giochi di listini a zig-zag creando disegni inaspettati.


I tacchi, che caratterizzano il design Luisa Tratzi, sono studiati come piccole architetture indossabili e contraddistinti da linee decise e forme distintive, sono inediti e caratterizzati da una scavatura centrale a V che ne enfatizza la verticalità.
La gamma cromatica della collezione è ricca di colori intensi e vivaci, colori saturi che evocano terre lontane come il Sud America e, in particolar modo, la Bolivia dove la natura sprigiona forza e magia.
 Si spazia dai colori della terra, dal color cuoio all’arancione mattone fino al rosso scarlatto, per passare alle tonalità del porpora, del viola e del rosa cipria fino al blu elettrico, mentre il classico nero impreziosisce i modelli da sera realizzati in vernici lucide, raso di seta e delicati scamosciati.
I modelli alternano pregiati pellami dalla mano morbida e naturale come la nappa a quelli dal finish lucido della vernice mixati in accostamenti ricercati ed eleganti.


Photo credits: Carlo Campi

Francesca Focarini

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